...Cantando sotto la doccia gialla... © butterboy
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PRIMA PARTE
"Gna gna gna gna gna gna..."
"Smettila Cartman!"
"Gna gna gna gna gna gna..."
"Ho detto smettila!"
"Gna gna gna gna gna gna..."
"Aaargh!"
Cartman si era preso un'altra delle sue rivincite su Kyle: gli aveva dimostrato che era possibile firmare il proprio nome sulla neve con la pipì.
Non era certo una novità, tutti i bambini di South Park si divertivano a fare ghirigori con i loro spruzzi di pipì sulla neve, ma a Kyle non riusciva tanto bene quanto Cartman o Kenny che era riuscito in un'impresa quasi impossibile: con un solo getto di pipì era riuscito a disegnare due enormi tettone con tanto di capezzoli e chiazzette.
"Voi ebrei siete bravi a firmare assegni", disse Cartman sarcastico, "Ma non riuscite a firmare il vostro nome con la pipì!"
"Non è poi così difficile", intervenne Stan per consolare Kyle, "Basta bere tanto quanto serve per tracciare quello che vuoi sulla neve"
"Io so firmarmi sulla neve con la pipì e Kyle noo... gna gna gna gna gna gna...", canticchiò Eric alle spalle del poveretto.
"Adesso basta!", disse Kyle stizzito, "Andrò alla fontanella del parco e berrò fino a riempirmi la pancia d'acqua e firmerò il mio nome con tanto di cognome!"
"Wow!", esclamarono Stan e Kenny.
"E' una sfida questa?", disse Cartman aggrottando le sopracciglia, "E allora sia! Anch'io andrò a bere alla fontanella e berrò fino a riempirmi la pancia d'acqua e firmerò il mio nome con tanto di cognome!"
"Vaffanculo Cartman, ho avuto per primo io l'idea!", disse Kyle.
In quel momento arrivò Butters.
"Ciao ragazzi"
"Ciao Butters"
"Che fate di bello?"
"Quello stronzo di Kyle mi ha sfidato a scrivere il mio nome seguito dal cognome sulla neve", disse Cartman.
"Oh, deve essere un gioco divertente", disse Butters gongolando, "Posso partecipare anch'io?"
"Ma certo!", rispose Cartman, "Bevi quanta più acqua puoi e firma il tuo nome sulla neve"
"Ah ... Credo di non avere capito..."
"Come scusa?"
"Perchè dovrei bere tanta acqua e poi firmare il mio nome sulla neve?", chiese Butters.
"Perchè lo firmi con la tua pipì, no?", disse Cartman.
"Firmare il mio nome con la pipì???", disse Butters strabuzzando gli occhi.
"Lascia perdere Butters", disse Kyle, "Questa è una faccenda tra me e Cartman"
"E invece no!", intervenne Cartman, "Butters firmerà il suo nome con la pipì sulla neve e ti dimostrerà assieme a me che voi ebrei non solo non avete il senso del ritmo, ma che non sapete firmare il vostro nome sulla neve con la pipì!"
"Oh madonnina", balbettò Butters mentre Cartman e Kyle andavano a bere, "Se non accetto la sfida i miei amici perderanno la fiducia che hanno in me... Vado subito a casa a bere quanta acqua posso!"
SECONDA PARTE
Butters tornò a casa e cominciò a bere.
Nel giro di qualche minuto aveva appena finito una cassa da sei di acqua minerale: Linda se ne accorse e, preoccupata, ne parlò a Stephen.
"Butters ha bevuto sei bottiglie d'acqua"
"Si vede che aveva molta sete"
"Ma Stephen", disse Linda, "Questa cosa mi preoccupa..."
"Già", ribattè Stephen, "In effetti questa faccenda non mi è molto chiara... BUTTERS!"
"Eccomi!"
"Si può sapere perchè hai finito una cassa d'acqua senza chiedermi il permesso?", tuonò Stephen con aria minacciosa.
"Oh, beh, ecco...", farfugliò Butters, "Io e i miei amici giochiamo a firmare il nostro nome sulla neve"
"Ah", disse Stephen, "Tutto qui?"
"Si", rispose Butters, "Adesso devo tornare dagli altri, ciao!"
Stephen rimuginò sul fatto per qualche minuto, poi passò un'ora e ancora un'altra ora: poi, con espressione sgomenta, andò da Linda.
"Adesso ho capito", disse drammatico Stephen, "Nostro figlio... il nostro Butters..."
"Cosa caro?", chiese Linda.
"Tesoro... nostro figlio è un'urinomane!"
"Oh mio Dio!", esclamò sgomenta Linda, "Non può essere! Non può essere!", disse piagnucolando.
"I conti non mi tornavano ma adesso ne sono sicuro", disse freddamente Stephen, "Nostro figlio adora bere acqua per poi urinare tracciando il territorio della sua schizofrenia!"
"Oh mio Dio, Butters, nooo!", gemette Linda abbracciando il marito.
"Dobbiamo fermarlo prima che sia troppo tardi... Andiamo!"
Intanto Kyle era arrivato al parco per bere dalla fontanella, ma non avrebbe mai immaginato cosa stava accadendo in quel momento.
Clyde e Jimmy erano appostati attorno alla fontanella, come se volessero proibire a chiunque di bere.
"Che significa?", chiese Kyle.
"Eric ci ha detto che tu non puoi bere dalla fontanella", disse Clyde.
"Cosa?"
"Eric ci ha impa-impa-impa-impa... impartito un ordine chiaro", disse Jimmy avanzando minaccioso verso Kyle, "Se tu osi solo bere un sorso da questa fontanella io e Cly... Io e Cly... Io e Clyyy... Io e Clyde ti prendiamo a calci in culo!"
"Maledetto stronzo obeso!", ringhiò Kyle mentre se ne andava.
Da un cespuglio lì vicino uscì fuori Cartman.
"Molto bene Clyde, Jimmy... eccovi i buoni sconto per la pizza!"
"Grazie Eric", dissero Clyde e Jimmy tenendo fra le mani i buoni sconto.
Il piano di Cartman aveva funzionato alla perfezione.
TERZA PARTE
Kyle tornò a casa più incazzato che scazzato.
"Eccoti qui Kyle", disse Sheila mentre Gerald teneva a bada Ike, "Io e tuo padre dobbiamo andare a fare la spesa, rimani a casa con tuo fratello"
"Attento Kyle", disse Gerald mentre Ike gli batteva le manine sulla faccia, "Tuo fratello ha bevuto per sbaglio il mio caffè corretto ed è un pò su di giri"
"Sudigiri calciapupo!", bubbolò Ike.
"Ma io devo tornare a giocare al parco!", si lamentò Kyle.
"Niente storie Kyle!", disse severamente Sheila mentre il piccolo Ike zompettava come un grillo in calore per la casa.
"Appena torneremo dal centro commerciale sarà ora di cena e tutti quanti torneranno a casa", disse Gerald infilandosi il cappotto, "Giocherai domattina con i tuoi amici"
"Ma, papà..."
"Niente storie Kyle! Andiamo Sheila"
"Porca puttana!", grugnì Kyle mentre Ike balbettava qualcosa in piedi sul divano.
"Cartman... Kyle... Non c'è nessuno?", chiese Butters guardandosi attorno.
"Sei tornato di nuovo qui?", gli chiese Stan mentre giocava a biglie con Kenny.
"Sono venuto per la sfida", disse Butters.
"Oh beh", disse Cartman comparendo all'improvviso, "Kyle non è ancora arrivato e se prima dell'ora di cena non si farà vivo avrò vinto comunque"
"Sei un culone antisportivo", gli rimproverò Stan.
"Se quell'ebreo non tiene le palle non è mica mia la colpa!", si giustificò arcignamente Cartman.
"Ohi ohi", disse Butters, "Devo andare a fare la pipì"
"Perchè non vai dietro quel cespuglio ad allenarti?", gli disse Cartman, "Io e te sconfiggeremo Kyle in men che non si dica con le nostre firme!"
"E' una buona idea", disse Butters andando al cespuglio.
"Secondo me state giocando a qualcosa di troppo idiota", disse Stan a Cartman.
"Ah, e così il nostro sarebbe un gioco idiota?"
"Già", disse Stan rincarando la dose, "Trovo molto stupido questo gioco della firma con la pipì sulla neve: i giochi sono fatti per divertirsi e stare insieme, non devono essere per forza delle dimostrazioni di bravura e abilità"
"... tu non capisci proprio un cazzo, Stan", rispose Cartman.
"Oh madonnina, adesso sì che mi sento me..."
"BUTTERS!"
"Aaaah!"
Stephen e Linda avevano beccato Butters mentre faceva dei ghirigori di pipì sulla neve. Fu tale la sorpresa che il povero bimbo si inzuppò i pantaloni dalla paura.
"Te l'avevo detto Linda, nostro figlio è un maledetto urinomane!"
"Urinomane?", balbettò Butters mentre veniva trascinato dai genitori in macchina.
"E adesso cosa faremo?", piagnucolò Linda.
"Non ci resta altra scelta che mandarlo a un centro di disintossicazione!"
"Cosa?!?", esclamò Butters mentre i volti dei genitori si rabbuiavano di tristezza.
QUARTA PARTE
Kyle cercava di tenere a bada il suo fratellino, ma era un'impresa quasi impossibile: Ike andava su di giri col caffè, e più volte Gerald e Sheila avevano cercato in tutti i modi di tenerlo alla larga.
"Bupi bupi cacca!"
"Mi stai scassando la minchia Ike, fatti un clistere alla camomilla!"
"Oh oh...", bubbolò Ike portando le manine al pisellino.
"Cos'hai ora?", chiese Kyle scocciato.
"Pipi pipi"
"Beh, vacci da solo in bagno!"
"Pipi pipi paura solo!"
"Che due palle!"
Kyle salì le scale assieme al fratellino e lo accompagnò in bagno: prese uno sgabellino e lo fece salire sulla tazza.
"Mamma ha detto che non hai bisogno del vasino per farla", gli disse Kyle, "Adesso tira fuori il cetriolino e fai quello che devi fare"
"Bauba pipi canta", disse Ike.
"Cosa?"
"Niente canta niente pipi", rispose il piccolino.
"Fammi capire", disse Kyle, "Se non ti canto qualcosa tu non riesci a fare pipì?"
"No pipi se non canta", disse Ike con una vocina tenera e implorante.
"Oh, e vabbene, ti canto qualcosa degli Stones?"
"Bau sciuga!", gongolò Ike battendo le manine.
"E vabbene, ti canterò Brown Sugar degli Stones ma vedi di farla"
Kyle non fece in tempo a cantare i primi quattro versi della canzone che Ike cominciò a fare pipì, ma la situazione sfuggì di mano a entrambi: ben presto Ike non solo si ritrovò col pigiamino azzurro macchiato di pipì, ma lasciò fin troppi segni della sua minzione lungo la tazza e la parete del bagno.
"Che cazzo Ike!", sbottò Kyle, "Guarda che casino che hai..."
Ma non fece in tempo a finire la frase che ebbe un colpo di genio.
Intanto, a casa Cartman.
"Eric, tesoro", disse Liane, "E' già la terza confezione d'acqua che ti bevi di seguito. Sei sicuro di stare bene, cucciolotto?"
"Fatti i cazzi tuoi mamma!", rispose Eric mentre rivoli d'acqua minerale scorrevano lungo le sue guancione paffute, "Domani devo battere quell'ebreo di Kyle alla firma pisciata sulla neve e non voglio assolutamente perdere!"
"Va bene, tesoro, ma ricordati che bere troppa acqua fa male al pancino"
"E chi se ne frega", disse Cartman col fiato corto, "Tanto ho la vittoria in pugno!"
Nel frattempo, al centro di disintossicazione Lou Reed.
"Signori Stotch, capisco il vostro problema, ma il piccolo Butters non può essere seguito dal nostro staff medico..."
"Balle!", disse Stephen battendo il pugno sulla scrivania del dottor Merrick, "Mio figlio è un urinomane e voglio salvarlo dall'abisso giallo dell'urina!"
"... signor Stotch", disse il dottor Merrick squadrandolo, "Forse non ci siamo capiti: il nostro centro di disintossicazione non si occupa di persone affette da incontinenza ma di persone con problemi di dipendenza dall'eroina"
Butters si trovava in mezzo ai suoi genitori: Stephen e Linda si guardarono tra di loro, alzarono lo sguardo come se facessero finta di niente e cercarono di giustificarsi.
Ma per tutta risposta Stephen mandò affanculo il dottor Merrick, come nel suo stile dopotutto.
"Se questi incompetenti non sanno curare mio figlio, allora lo farò da me!"
"Ma, caro", disse Linda, "Come puoi venire incontro al problema di Butters?"
"Conosco un vecchio metodo praticato dai miei compagni d'armi", disse Stephen mentre parcheggiava la macchina in garage, "Si chiama Sistema del Quadruplo Spillo nel Glande!"
"Oh mio Dio!", esclamò Linda con gi occhi sbarrati.
"... che cos'è il glande?", chiese Butters mentre suo padre lo portava con sè in cantina.
QUINTA PARTE
Cartman non riusciva a chiudere occhio: sentiva il bisogno impellente di andare in bagno, ma la troppa acqua bevuta quella sera sarebbe andata persa.
Cercò di cancellare dalla sua mente ogni minima cosa associata all'acqua: niente mari, oceani, fontanelle, idranti, pompieri, elefanti o quant'altro, solo un enorme vuoto nella sua testa.
"La vinco io questa sfida, Kyle", sussurrò Cartman nel buio della stanza, "Ti dimostrerò ancora una volta di cosa non sono capaci gli ebrei".
Ma la notte era solo al principio...
"Siediti su quello sgabello Butters", disse Stephen al figlio mentre chiudeva a chiave la porta della cantina, "Ora legati le mani e i piedi come ti ho insegnato, su, svelto!"
"Fatto papà", disse Butters mentre si legava con della corda da bucato.
"Molto bene figliolo, adesso ti uscirò fuori il pipolo", disse Stephen mentre preparava i quattro aghi affilati incutendo paura in Butters.
"Ma, papà", chiese Butters balbettando, "A cosa serve questo?"
"E' per il tuo bene figliolo, lo faccio perchè tu possa vincere la tua incontinenza", rispose Stephen mentre brandiva uno spillo nella mano destra, "Adesso infilerò piano piano questo spillo nel tuo glande... Vedrai che non ti farà male, giusto un pizzichino di zanzara che durerà solo qualche secondo"
"Oh madonnina", esclamò Butters che poco dopo si lasciò andare a un urlo disumano che fece raggelare il sangue di Linda.
Il telefono squillò in camera di Stan.
"... pronto?"
"Stan, amico, sono Kyle!"
"Kyle?"
"Senti, ho trovato il modo di battere quel ciccione bastardo di Cartman! Ho soltanto bisogno di un paio d'ombrelli, puoi pensarci tu?"
"... Kyle", disse con voce flebile Stan, "Sono le tre e venti e tu mi svegli per questa minchiata?"
"Scusami ma è davvero importante!", rispose all'altro capo Kyle.
"Ok, a domani allora", disse Stan posando di traverso la cornetta e tornando a dormire.
L'alba era appena sorta, e a casa Stotch sembrava appena finito l'incubo di quella lunga notte fatta di urla e bestemmie.
"Allora figliolo", ansimò Stephen con le borse sotto gli occhi e le ascelle sudate, "Ti verrà mai più in mente di andare in giro a orinare per compiacere la tua folle mente malata?"
"Nnnoooo...", gemette Butters col pipino infilzato dagli aghi.
"Oh, figliolo", disse commosso Stephen mentre lo stringeva forte a sè procurandogli ancora più dolore, "Sapevo che ci saremmo riusciti insieme! Ce l'abbiamo fatta!"
"Stephen! Butters!", gridò Linda battendo la porta della cantina.
Stephen andò ad aprirle e la mamma potè finalmente abbracciare il suo Butters.
"E' stato terribile senza di voi", piagnucolò Linda bagnando i capelli del figlio con le sue lacrime, "Temevo che non ce l'avreste fatta!"
"E invece ce l'abbiamo fatta, tesoro", disse trionfante Stephen, "Adesso il nostro Butters non sentirà più il bisogno di bere per sfogare la sua rabbia con la minzione. Nostro figlio non è più un urinomane"
"...Ohi ohi, madonnina mia", sussurrò Butters con i lacrimoni agli occhi per la tortura inflitta.
"E adesso leviamo gli spilli dal pipolo!"
"NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!"
Mancavano cinque minuti all'inizio della sfida, e Cartman era l'unico presente: si guardò attorno alla ricerca di Kyle quando vide due sagome all'orizzonte dirigersi verso di lui.
"Finalmente", disse tra sè e sè Cartman mentre il suo stomaco brontolava per la troppa acqua.
Kyle aveva portato con sè Ike, mentre Stan aveva due ombrelli.
"Ehi, che cazzo ci fa quel canadese di tuo fratello qui?", chiese iroso Cartman a Kyle.
"Vedi, ci ho riflettuto", disse Kyle sarcastico, "Se noi ebrei non riusciamo a firmare il nostro nome con la pipì, allora lo faccio fare a mio fratello"
"... ma questo non vale!", sbottò Cartman, "Anche se tuo fratello è canadese rimane pur sempre uno stupido ebreo come te!"
"Adesso basta!", disse Stan piantando gli ombrelli nella neve, "Cominciate pure questa cazzo di partita e non ne parliamo più!"
"Molto bene", dissero entramb gli sfidanti.
Cartman tirò fuori una monetina dal taschino del suo giubbotto.
"Testa o croce, ebreo?"
"Testa"
Cartman lanciò la monetina in aria.
Croce.
"Molto bene, comincerò io", disse trionfante Cartman mentre sentiva un minaccioso sgocciolio nei pantaloni.
SESTA PARTE
"Devo dare il via o cosa?", chiese Stan a Cartman.
"Guarda e basta", disse Eric mentre si preparava ad umiliare Kyle.
Cartman fece un lungo respiro e lasciò andare la sua abbondante minzione sulla neve: dopo circa un paio di minuti si sentì svuotato e leggero, ma anche molto soddisfatto.
"Cazzo che pisciata!", sibillò Cartman mentre faceva spazio a Stan e Kyle per lasciargli ammirare il suo capolavoro.
"Merda di cammello stitico!", esclamarono entrambi: sulla neve bianca come cotone c'era scritto nome e cognome di Cartman con tanto di secondo nome.
"ERIC THEODORE CARTMAN, proprio così", disse Eric trionfante davanti alla sua firma gialla.
"Bene Kyle, adesso posso anche mandarti a fanculo"
"Non è ancora detta l'ultima parola, culone", disse Kyle mentre teneva il fratellino sotto le ascelle.
"Stan, prepara gli ombrelli e tu, Ike, appena senti Brown Sugar degli Stones sai cosa fare!"
"Bausciuga pipi!", bubbolò Ike.
"Cosa?", disse Cartman accigliato.
"Stai a vedere, brutto razzista obeso!", e Kyle cominciò a cantare tenendo Ike ben in alto.
Non passò poco tempo che il piccolino cominciò a fare pipì e ben presto la situazione sfuggì di controllo: Ike sembrava un idrante impazzito nell'afosa estate newyorkese, come avrebbe potuto descriverlo Raymond Carver.
Passarono un paio di minuti, dopodichè Ike finì il suo sporco e giallo lavoro non senza una puntina di soddisfazione, ma quello che era più soddisfatto di tutti era sicuramente Kyle.
"Allora Cartman, che mi dici?"
Seguì un minuto di silenzio e sgomento.
"Cazzo amico", disse Stan riparato sotto l'ombrello, "E' la cosa peggiore che io abbia mai visto!"
Dopo tanta minzione e tanta confusione Cartman realizzò di essere interamente bagnato fradicio di urina: strabuzzò gli occhi, si odorò addosso e lanciò un urlo di schifo e rabbia.
"Non avrò firmato il mio nome sulla neve ma almeno ti ho dato una lezione!", esclamò appagato Kyle.
"Sporco ebreo figlio di puttana urinofilo bastardo!", gli gridò contro Eric mentre gocciolava di pipì, "Andate a farvi fottere tutti quanti, io me ne vado a casa!"
"Babu bibu pipi!", gongolò Ike tutto contento in braccio a suo fratello.
"Puoi dirlo forte!"
"Amico", disse Stan un pò sgomento, "Questa è la peggiore cosa che ti abbia mai visto fare da quando ci conosciamo"
"Cosa?", disse Kyle.
"Voglio dire", continuò Stan, "Cartman non merita che tutto il male di questo mondo, ma non fino a questo punto!"
"Che cosa vorresti dire?"
"... assolutamente niente", disse Stan, "Però adesso questi ombrelli sanno di piscio, spero che mia madre non se ne accorga"
"Oh, povero piccolo mio!", disse Linda tra le lacrime alla vista del povero Butters con la punta del pipino ingessato.
"Dottore, mi creda", disse Stephen cercando di giustificarsi, "L'ho fatto per il suo bene!"
"E mi dica, signor Stotch", disse il dottore mentre esaminava la cartella clinica di Butters, "Da quando in quando si infilza il glande di un bambino per curare la sua incontinenza?"
"Beh, ecco", balbettò Stephen sempre più imbarazzato, "E' un vecchio metodo che ho imparato dai miei compagni d'armi"
"Ah", disse il dottore con accennata sufficienza, "Capisco... E' forse il Sistema del Quadruplo Spillo nel Glande?"
"Si esatto!"
"Ma quello non si usa per curare l'incontinenza, si usa invece il Divino Dito nel Culo per costringere una persona a non pisciarsi addosso"
"Davvero?", disse Stephen stupito.
"Meno male che siamo intervenuti in tempo", disse il dottore, "Altrimenti suo figlio avrebbe continuato a sanguinare durante la minzione per il resto della sua vita"
"Hai sentito Butters?", disse Stephen al figlioletto, "Quando avrai smesso di sanguinare dal pipino userò il metodo che mi ha consigliato il dottore e questa volta avremo veramente vinto la tua continenza!"
Per tutta risposta Butters si lasciò andare a un lungo e sofferto pianto di disperazione, invocando la madonnina che lo aveva abbandonato durante la tortura inflitta in cantina.
"Certo che suo figlio è proprio una fighetta", disse il dottore a Stephen osservando la pietosa scena.
FINE
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